Voglia di cambiare: pochissima.

Ho dedicato questi ultimi giorni a un passo importante: trasferirmi da Londra a Barcelona, da due anni dedicati all’ambito politico (un Master in democrazia, strano quanto possa suonare, e un anno di lavoro in un think tank di politica internazionale) a iniziare un dottorato che, come questo blog, sta ancora prendendo forma ma tende all’analisi delle pratiche democratiche partecipative e come le tecnologie possano favorirle o inquinarle.

Adesso, tra scatole scatoloni e cene di benvenuto non mi sono ancora assestato, e volevo aspettare un po’ a riprendere a scrivere. Ma sono atterrato in un paese in tumulto storico (non l’Egitto, certo..), e appena arrivato ho presenziato la vittoria del Partido Popular di Mariano Rajoy, una delle peggiori formazioni politiche di Europa secondo me, sia a livello di valori sia a livello di capacità gestionale.

E quello che vedo è che molti si lamentano, come succede anche in Italia, di un deficit di democrazia tangibile (C’è. In entrambi i paesi. Vero), della somiglianza tra destra e sinistra (argomento comprensibile, ma a mio parere esagerato), dello strapotere dei mercati che toglie il potere alla politica.

Vorrei scrivere mille cose a proposito, ma mi limito, tanto finirebbe per essere una lista incoerente di sfoghi. Ma poi guardo un po’ il panorama politico spagnolo e vedo che esistono partiti come questo: https://www.partidopirata.es/.

Mi leggo il programma e ovviamente deduco che se questa gente fosse al governo sarebbe quasi peggio che se il Movimento 5 stelle fosse al governo. Perché è gente come me, e come dice Michele Serra, io mi aspetto gente abbastanza più competente di me al governo di uno stato.

Ma il partito, tolto quell’accento sulla democrazia diretta, dice un sacco di cose interessanti sulle dinamiche partecipative, la filosofia Wiki, il bisogno di una cittadinanza attiva e partecipante, pronta a reclamare i suoi diritti e a diffondere comprensione e dialogo tramite la discussione.

E allora mi chiedo, tutti quelli che vanno e votano in bianco, o non votano, perché quello che sentono è un deficit di democrazia e l’assenza di idee diverse, perché alla fine non mettono una crocetta su un partito come questo? Su un partito che non puìo vincere, ma magari potrebbe mettere qualcuno in parlamento capace di introdurre il tema partecipazione?

Il mio timore è che vogliamo tutti più democrazia, ma spesso siamo pigri all’idea di doverci davvero mettere la nostra parte. In fondo mettere una crocetta e delegare e comodissimo, quasi come stare a casa e lavarsene le mani.

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3 risposte a “Voglia di cambiare: pochissima.

  1. Lori, quella sul Partit Pirata mi sembra un’uscita poco felice, fondamentalmente sotto due aspetti:

    – A partire dagli anni ’90 hanno preso piede in maniera sempre più rilevante i partiti così detti “one issue” (per esempio i Verdi). Si tratta di partiti con ovviamente poche possibilità di finire al governo, ma dotati di un profilo specifico e dediti allo sviluppo politico di argomentazioni tecniche. I Partiti Pirata, e questo non solo in Spagna, propugnano fondamentalmente 3 idee: lotta al digital divide, open data e alleggerimento software per la pubblica amministrazione e riforma dei regolamenti sul copy right. Servono in realtà dove queste problematiche sono vissute, e possono agire in maniera consona sia a livello territoriale che a livello nazionale. Il loro bello è che, una volta venute meno le istanze, non hanno più senso di essere.

    – La frase “mi aspetto gente più competente di me al governo” mi lascia sempre un po’ l’amaro in bocca. In primo luogo perché si dovrebbe poter essere in grado di giudicare l’operato di Governo, e nel momento in cui persone più competenti di te governano non ti potresti creare una idea completa sul loro operato. Mi sembra sempre una affermazione più da tecnocrata (in senso stretto) che da democrata (nell’accezione in cui qualsiasi cittadino dovrebbe poter avere le stesse possibilità di accedere alla rappresentanza oltre che di votare).
    Nella nostra città di origine abbiamo un sindaco che faceva il casellante in autostrada. Appoggiando il concetto espresso qui, non sarebbe mai potuto diventare sindaco perché ci sarebbe stata per qualsiasi posizione ricoperta tra il ruolo di casellante e sindaco un gap esperienziale con qualsiasi altro possibile candidato (come rappresentate sindacale, come presidente di quartiere…). Credo che la cosa fondamentale sia la voglia di fare bene e concordo con Michele Serra in un’altra senso, ovvero che al governo mi piacerebbero “persone migliori” di me, ma non sotto il profilo delle competenze, bensí umano.

    Comunque… sono assolutismi. La verità come sempre sta nel mezzo (non nel senso casiniano di C’entro 😉

  2. Bene bene, c’era un po’ di provocazione nel post, e vedo che dà i suoi frutti.

    Sul primo punto, il Partito pirata spagnolo, per come si presenta, non è un partito one issue: copre una vasta gamma di tematiche sociali, per cominciare, ma soprattutto insiste su un diverso modello decisionale. La crisi democratica è in grandissima parte la conseguenza della perdita di leggitimità del sistema rappresentativo, in parte per problemi propri in parte derivati dal sistema economico, ed il discorso continuo di questo blog è proprio quello di proporre spunti di riflessione su come il sistema possa cambiare per il meglio anziché per il peggio.

    Inoltre, la questione spagnola era chiara: il PP avrebbe governato sempre e comunque, e un partito come il partido pirata (che magari poteva scegliere un altro nome, giacché mi rendo conto adesso della sua sigla) poteva solo essere parte minoritaria in parlamento. Quindi, introdurre un seme di discussione su quello che è pare l’elemento centrale del loro progetto politico, la partecipazione politica, possibilmente tramite le nuove tecnologie.

    Quanto alla questione della competenza, non mi si malinterpreti, parlo di competenza politica, quella che si acquisisce tramite la pratica della politica, quando tale pratica è sana. Un altro dei punti portati avanti nel blog è che l’introduzione di elementi partecipativi a lungo termine avrebbe anche l’effetto di rendere politicamente più competente una buona fetta della popolazione, e rendere così meno ingombranti le figure dei leader e dei partiti.

  3. detta così l’è töt un alter quél! se parliamo di competenza politica concordo.
    Rispetto al Partito Pirata (sigla a parte, visto che é così da tutte le parti) è normale che si sia dato altri obiettivi che servono a posizionarlo politicamente. .. però adesso ho fame e ne parliamo tra un po’!

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